La Flora

Il Parco Volusia ospita una vegetazione di notevole interesse naturalistico, documentata dall’Ufficio Giardini del Comune di Roma. Si tratta di specie autoctone tipiche del paesaggio romano e laziale, che convivono con alcune essenze introdotte in epoche passate per scopi agricoli o ornamentali. Di seguito una descrizione delle principali specie presenti.


Le querce: leccio e sughera

sughera

Il leccio (Quercus ilex) è la quercia sempreverde per eccellenza del bacino mediterraneo. Albero maestoso e longevo — può superare i mille anni di vita — raggiunge i 20-25 metri di altezza con una chioma densa e scura. Le sue foglie coriacee, verde scuro sulla pagina superiore e tomentose su quella inferiore, rimangono sulla pianta per 2-3 anni. Le foreste di leccio, dette lucus nell’antica Roma, erano considerate sacre e dedicate alle divinità. Nel Parco Volusia il leccio è presente sia come esemplare isolato sia in formazioni boschive miste.

La sughera (Quercus suber) è l’altra quercia sempreverde del parco e costituisce uno degli elementi di maggior pregio naturalistico dell’area, formando una delle estreme propaggini entroterra della vicina Insugherata. Si riconosce immediatamente per la spessa corteccia suberosa di colore grigio, che quando viene rimossa lascia il tronco di un intenso color rosso mattone. Albero termofilo, vive prevalentemente su suoli silicei e ha una vita media di 250-300 anni. La sughereta del parco rappresenta un habitat di eccezionale valore ecologico e merita la massima tutela.

La vegetazione arborea mista

Accanto alle querce sono presenti formazioni miste che includono l’orniello (Fraxinus ornus), detto anche frassino da manna, un albero caducifoglio di medio fusto tipico dei boschi caldi e soleggiati del Lazio. Raggiunge i 10-12 metri e si distingue in primavera per la fioritura in vistose pannocchie bianche. Presente anche l’olmo campestre (Ulmus minor), albero caducifoglio dalle foglie asimmetriche alla base, un tempo diffusissimo nel paesaggio agrario laziale e oggi in forte regresso per via della grafiosi.

fraxinus

La vegetazione arbustiva

ginestra

La ginestra (Spartium junceum) — l’unica specie del genere Spartium — è un arbusto tipico della gariga e della macchia mediterranea, con fusti verdi e flessibili e una spettacolare fioritura giallo oro tra maggio e luglio. Grazie al suo robusto apparato radicale è preziosa per consolidare i versanti e le scarpate. Il rovo (Rubus ulmifolius) forma invece dense macchie nelle aree più degradate del parco, spesso associato alla robinia (Robinia pseudoacacia), albero caducifoglio originario del Nord America introdotto in Europa nel 1601. La robinia, pur essendo una specie aliena invasiva, si è ormai naturalizzata nel paesaggio romano e produce in primavera caratteristici fiori bianchi profumati a grappolo.

I filari di pini e il cedro dell’Atlante

Il pino domestico (Pinus pinea) — detto anche pino da pinoli o pino italico — è uno degli alberi simbolo del paesaggio romano. Introdotto probabilmente dagli Etruschi o dai Romani, si riconosce per la caratteristica chioma a ombrello che nelle piante adulte si fa sempre più piatta ed espansa. Raggiunge i 20-25 metri e produce le pigne con i preziosi pinoli commestibili. Nel parco è presente in filari lungo i viali di accesso.

Il cedro dell’Atlante (Cedrus atlantica), originario dei monti del Marocco e dell’Algeria, è un imponente conifera sempreverde con foglie aghiformi e chioma espansa e maestosa. Può raggiungere i 40 metri di altezza. Nel parco è presente in piccoli nuclei e filari, probabilmente di impianto novecentesco.

pinus pinea umbrella

La vegetazione ripariale

salix alba

Lungo il fosso che percorre il fondovalle è presente il salice bianco (Salix alba), albero caducifoglio tipico delle rive dei corsi d’acqua. Ha foglie lanceolate di un verde argenteo, rami flessibili e un portamento elegante. La sua presenza segnala la vicinanza dell’acqua ed è indicatore di un ecosistema ripariale ancora vitale.

Gli alberi da frutto

Testimonianza dell’antico uso agricolo dell’area sono i filari di fico (Ficus carica) e cachi (Diospyros kaki) ancora presenti nel parco. Il fico è una pianta da frutto mediterranea per eccellenza, presente nella cultura e nella storia di Roma fin dall’antichità. Il cachi, originario della Cina e del Giappone, fu introdotto in Italia nell’Ottocento. Questi alberi da frutto, pur non essendo specie autoctone nel senso stretto, costituiscono un elemento di interesse paesaggistico e storico che il progetto di riqualificazione intende conservare.

kaki vol